Who cares? Ecologia del dialogo

08set18:4519:30Who cares? Ecologia del dialogoDanza & Teatro

Dettagli Evento

Who cares? Ecologia del dialogo

di e con: Bassam Abou Diab, Yeinner Chicas, Olimpia Fortuni, Leonardo Maietto
musiche originali di: Ayman Sharaf El Dine, Stefano Zazzera
Progetto di: Matera Capitale Europea Della Cultura europea 2019 nell’ambito di PETROLIO. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene
coprodotto con: Fondazione Matera Basilicata 2019 e Associazione Basilicata 1799 e con il Fondo Etico di BCC Basilicata

In partnership con: Associazione Cantieri, @Associazione Culturale Danza Urbana, Asociación Cultural Las Voces Humanas, Associazione Mosaico Danza, Cooperativa Anghiari Dance Hub, Fondazione Fabbrica Europa, Ravenna Festival, Maqamat Beit El-Raqs, Network Anticorpi XL
con il supporto co-produttivo di: Sosta Palmizi

INGRESSO LIBERO

Who Cares? Ecologia del dialogo fonde esperienze, visioni ed estetiche individuali di giovani coreografi e musicisti provenienti da differenti paesi del Mediterraneo (Italia, Spagna e Libano ) in un’opera collettiva concepita per gli spazi pubblici. L’opera nasce all’interno di Sedimenti, una delle sezioni di PETROLIO. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene, progetto di Matera 2019 – Capitale europea della cultura, curato dall’Associazione Basilicata 1799.
Sedimenti è il percorso produttivo realizzato nella primavera del 2019 in quattro tappe di residenza artistica tra Firenze, Beirut, Ravenna e Matera, nel quale il processo creativo è stato supportato dalla condivisione di pratiche corporee, dall’elaborazione di metodologie di co-creazione e dall’accompagnamento e tutoraggio di curatori ed artisti.

A chi importa dei disastri ambientali, della comunità, della cultura, della politica? Who cares? Ecologia del dialogo è un progetto di co-creazione in cui quattro giovani coreografi e due musicisti fanno del proprio incontro il punto di partenza per la costruzione di una performance che ruota attorno alla tematica dell’Antropocene. Linguaggi, corpi, universi si confrontano dando vita a una nuova comunità: la trasmissione delle diversità personali di ognuno dei suoi componenti, da fatto accessorio, strumentale, propedeutico alla messa in scena, diviene centrale, rendendo il percorso creativo collettivo un laboratorio paradigmatico delle possibili azioni simboliche di fronte alle epocali incertezze cui è sottoposto l’uomo nella rinegoziazione del proprio ruolo nell’ecosistema. Nell’incerta frontiera tra metodi, culture, apparati simbolici è posto il punto di forza di una nuova entità collettiva, che non si definisce entro confini dati, ma nel confronto intorno a comuni sponde. In scena prende forma un territorio immaginario del Mediterraneo, una geografia al di fuori da ogni toponomastica ed etnografia possibile. In questa terra di incontro l’unica merce di scambio è il dialogo tra i corpi, impegnati nella creazione di un vocabolario danzato, suonato, fatto di gesti e azioni, incastri e conflitti per rispondere alla domanda “Who cares? / A chi importa?”.

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Orario

(Domenica) 18:45 - 19:30(GMT+00:00)

MBIRA - Anghiari Dance HUB | Quanto ha contribuito l'Africa a renderci quelli che siamo? Per molti secoli europei e arabi hanno esplorato, colonizzato e convertito ogni angolo del pianeta. Oggi molte culture sono perdute e quella occidentale è diventata per molti versi il riferimento universale. Impossibile dire se sia un bene o un male o sapere se i colonizzati prima della colonizzazione fossero più o meno felici. Sta di fatto che il mondo è sempre più piccolo e meno vario, pieno di televisioni che trasmettono gli stessi programmi e di negozi identici che vendono prodotti identici dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco, dalla California, a Madrid, a Riyad a Tokio. Ma spesso capita che, nel processo di colonizzazione, il conquistatore cambi irreversibilmente entrando in contatto con la cultura dei conquistati. Di questo prova a parlare Mbira, un concerto per piazze e teatri che vede in scena due danzatrici, due musicisti e un regista e - utilizzando musica, danza e parola - prova a fare un punto sul complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce e "Bira" è anche il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla al suono della Mbira. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una dura controversia legale che ben rappresenta l'estrema problematicità e complessità dell'intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Mbira è insomma una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte, cultura.Anghiari Dance Hub 2019 - Anghiari Dance HUB | La due giorni di Anghiari Dance Hub si aprirà venerdì 29 novembre, ore 21.00, presso il Teatro di Anghiari,  con Underground.Roof di Andrea Dore con Lidia Luciani.