Aura Calarco e Stefania Menestrina, dopo esperienze condivise come interpreti in compagnie di danza (Opus Ballet, C&C Company, Bellanda), scoprono una forte affinità artistica pur mantenendo identità distinte. Il lavoro con importanti coreografi ha rafforzato in entrambe il desiderio di esplorare la creazione come espressione personale. Condividendo un immaginario poetico e onirico, sensibilità alle tematiche riguardanti la sfera psicologica e un approccio al corpo istintivo e animalesco, dopo le prime separate sperimentazioni coreografiche iniziano ufficialmente a collaborare nel 2023. Partecipano ai reciproci progetti — Gea Culpa di Aura, finalista al Premio Twain 2023 e vincitore del Premio Theodor Rawlyer 2024 e Gala-xy | Choose your character di Stefania — sviluppando un dialogo creativo condiviso. La loro prima creazione che vede uno sviluppo interamente condiviso è “La luna sui nossi monti”, un lavoro che nasce da un profondo legame con il territorio trentino, ispirato alla potenza evocativa dei canti di montagna, vincitore del Premio Twain_Direzioni Altre 2024, selezionato per Alter Ego Festival (Sofia, Bulgaria) e SoloDuo NRW+friends (Germania). Nel 2025 lo spettacolo debutta in anteprima al Teatro di Meano, in collaborazione con il Coro Amizi de la Montagna di Meano, con il sostegno di CSC – Centro Santa Chiara, Teatro di Pergine e COB – Compagnia Opus Ballet. Oltre al teatro, operano in contesti sperimentali e sociali. Stefania è anche musicista elettronica, mentre Aura è cofondatrice dell’associazione The Bunch, attiva nella promozione di festival artistici multidisciplinari in Italia.
Titolo progetto: Ikaria (titolo provvisorio)
Sinossi progetto: Ikaria è una figura mitica, alter ego femminile di Icaro, il cui nome prende spunto dalla scultura di Igor Mitoraj. Una statua di bellezza ideale, ieratica e imponente, ma ferita, decapitata, incompleta. La sua forma spezzata evoca un tempo sospeso, un reperto archeologico che diventa emblema della fragilità umana, della memoria e della resistenza, simbolo di un mondo travolto dagli eventi della storia. In lei si condensano il sogno del volo e la consapevolezza della caduta, il desiderio di elevarsi e l’impossibilità di farlo.
Il progetto coreografico trae ispirazione da figure mitiche che hanno incarnato il volo come sogno, libertà e trasgressione: Icaro e Dedalo, Hermes, Peter Pan. Archetipi immortali che abitano l’immaginario collettivo, sospesi tra leggenda e realtà, tra ambizione e limite. Presenze affascinanti e drammatiche che interrogano il desiderio umano di superarsi, sfidare la gravità, liberarsi dal peso della materia e del tempo. Ikaria non è solo un racconto del volo, ma anche della sua impossibilità. Una riflessione sulla poetica dell’incompiuto, sul desiderio e sul tempo. I corpi e la scena come frammenti di memoria, diventano sculture in movimento, ponti di prospettive che raccontano ciò che è stato e ciò che con coraggio si spera potrebbe ancora essere.

