Silvia GallettiCoreografi selezionati 2021

    Silvia Galletti termina gli studi nel 2019 presso Dance Arts Faculty (Roma) dove collabora in diverse occasioni con Spellbound II-Junior Ensemble (2017/2019). Nel 2018 lavora con Spellbound Contemporary Ballet, Thomas Noone, Company Chameleon e Norrdans nel progetto Dancing Partners (Svezia). Nel 2019 coreografa insieme a Linda Cordero e a StudioCliche° “Everything is Replaceable”, performance interattiva per Errore Digitale Festival (Roma). Nel 2020 danza per Biennale College-Danzatori (Venezia) lavorando con Marie Chouinard, Xavier Le Roy e Marco D’Agostin. Nel 2021 partecipa al laboratorio di scrittura critica “Raccontare le Alleanze” organizzato da Stratagemmi Prospettive Teatrali (Milano). Sempre nel 2021 inizia a lavorare con Compagnia Taiat Dansa (Valencia) nel progetto TRES -coreografie di Taiat Dansa, Ismael Ivo e Rachid Ouramdane. Si è laureata in Filosofia all’università di Roma La Sapienza.


     

    Sulla rettitudine. Squisiti intellettualismi di un gioco antiverticalista nell’epoca post-ulissiana.

    di Silvia Galletti
    con Giulia Cannas e Silvia Galletti
    Costumi Maria Melchiorri
    Luci Stefan Schweitzer
    Musiche artisti vari

    Se l’uomo eretto non fosse la norma, e se il verticalismo di certe posture eroiche non ordinasse alla rettitudine, che cosa resterebbe? Cosa disegnerebbe l’altrimenti di uno spazio? Forse la piatta orizzontalità o forse altre inclinazioni, forse una carezza, forse un gioco che preferisce il paradosso all’avere. Forse l’apertura di una domanda, forse altro ancora… Sulla rettitudine. Squisiti intellettualismi di un gioco antiverticalista nell’epoca post-ulissiana vuole essere il luogo di questi interrogativi a cui non si promette nessuna risposta se non la leggerezza di due corpi che si aprono a tutte le possibilità altre.


     

    Gli altri Coreografi selezionati 2021

     + Laura Gazzani
     + Andrea Sarfì
     + Michele Scappa – Sara Capanna – Barbara Carulli
    Laura Gazzani - Anghiari Dance HUB | “Anche se nei sogni è tutta illusione e nulla più” (Da “La bella addormentata nel bosco” di Walt Disney) Walter è un walzer futuristico. Due corpi e una regola danzano insieme per ricreare l’incanto, immersi nello stesso spazio e nello stesso tempo, uniti dall’1-2-3. Come in una corte aristocratica o in una ballroom popolare, intrighi, amori e incontri nutrono lo spazio. L’aspetto umano si svela in un perimetro fantastico e circolare, dove la ridondanza dei movimenti è condivisa con chi guarda. Una ripetizione che aiuta l’opera a ricreare l'incanto perduto di un passato affezionato alle fiabe. Walter gira gira gira e non si ferma più.Andrea Scarfì