Manuela Victoria ColaciccoCoreografi selezionati 2023

    Biografia

    Classe ‘99, si diploma in danza e coreografia contemporanea alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2021. Esordisce come coreografa nel 2020 con “Entanglement” che va in scena per festival come Ipercorpo (Forlì), TAZ (Milano), Pacta dei Teatri (Milano), MORSI (Milano), e viene scelto come opening performance di “The world of Vogue talents” della Milano Fashion week 2021. Nel 2022 assiste alla coreografia il coreografo belga Elie Tass in “Ostinato” prodotto per il Teatro Triennale di Milano. Nello stesso anno fonda la compagnia B-ped che raccoglie altrƏ giovani coreografƏ e collettivi della scena emergente Italiana, la quale debutta con “Let me come home”, progetto coreografico collettivo della compagnia per il Pride Month di Milano. È impegnata in progetti di teatro e danza inclusivi per giovani e ragazzi come YPAL di FARaway Festival (Reims, FR), Chièdiscena (Gioia del Colle).

    Kontakte

    Coreografia Manuela Victoria Colacicco
    Drammaturgia Eliana Rotella
    Con Martina Di Prato, Giacomo Graziosi
    §Soundesign in collaborazione con Andrea Graziosi
    Disegno luci Francesco Sequenzia
    Produzione Anghiari Dance Hub

    Kontakte, in tedesco contatti o connessioni. Cosa accade quando un corpo estraneo viene a rompere l’equilibrio che ci eravamo costruiti con cura e convinzione? Kontakte è l’imprevisto, l’entrata in scena di altro da noi che ci riporta, inevitabilmente, alla consapevolezza della nostra presenza. La precarietà esistenziale, economica e climatica in cui siamo immersi ci porta a cercare una stabilità data unicamente dal confronto con il nostro ego: un confronto nullo in cui le regole dello stare sono date da un’autocrazia dell’anima. Se niente mi tocca, nulla mi distrugge. In Kontakte l’ignoto, l’imponderabile prende vita sotto forma di oggetto, andando a ridescrivere relazioni, geografie e obiettivi. Una porta un tetto la parete la membrana e la barriera: l’inesplicabile rosso in cui non si riconosce un soggetto preciso ma si lascia la possibilità di proiezione di tutto ciò che è inconscio. Dentro questo squarcio di inaspettato, finalmente, la presa di coscienza di sé come dell’altro, un contatto che permette di riconoscersi, agire, esistere, incontrarsi e separarsi nel riconoscimento della finitezza umana. Del resto il Narciso di Ovidio, prima di morire, dice: “È la mia onnipotenza a rendermi impotente”.

    Simone Lorenzo Benini - Anghiari Dance HUB | (E poi entrarono i cinghiali)Massimo Monticelli - Anghiari Dance HUB | BIOGRAFIA