Adriano BologninoCoreografi selezionati 2019

    Adriano Bolognino (1996) danzatore per Milano Contemporary Ballet in collaborazione con Wayne McGregor. Danzatore per la compagnia DèJàDonnè diretta da Virginia Spallarossa. Danzatore per Valencia Dancing Forward con Marcos Morau, Joan Crespo, Francesco Curci. Danzatore per Jorge Crecis, Natalia Iwaniec , Damian Munoz ,Laura Matano, Nicoletta Cabassi, Roberto Altamura. Yellow (creazione): Let’s Dance International Frontiers a Leicester, Bpform e Teatrocittà a Roma, Aperilab Napoli, What we are Udine Vincitore del concorso NEWDANCEGENERATION a Caserta. OFFFROMME (creazione) vince un premio all’Opus1 di Celje. Yellow va in tour in Campania(Teatro Nuovo, Teatro Ateneo, Teatro Civico 14 SpazioX,). La creazione RM94978 from Paris to Tenerife è selezionata per il festival CIETWAIN direzione altre. Assistente coreografo per 9 minutes di Jorge Crecis all’Università delle arti di Malta. Il pezzo Hispanidad! vince il contest On Caserta. Coreografo per il progetto Opificio a Roma. Coreografo per la compagnia EgriBianco con il pezzo Your body is a battleground (versione trio). Coreografo per la Biennale di Venezia College 2019. Coreografo per l’OCDP Verona con la creazione Preludio dell’anima. Vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro Padova 2019 con RM94978 from Paris to Tenerife. Vincitore Miglior Coreografo con Your body is a battleground (solo version) al festival Corpo Mobile Teatrocittà di Roma. Selezionato per il festival Inventaria con Your body is a battleground (solo version). Coreografo per Cross Festival Verbania 2019 con la compagnia EgriBianco (Your body is a battleground trio version). Selezionato con la creazione RM94978 from Paris to Tenerife per la vetrina XL ANTICORPI Vetrina Giovane danza d’autore 2019-2020. Selezionato per What we are Udine 2019 con “Orange on my body”

    Danzatori del progetto: Rosaria Di Maro/Mirko Ingrao


    Titolo del progetto presentato:

    GRABS THE GREEN LIGHT

    “Grabs the Green Light” è la ricerca disperata di un qualcosa che pensiamo possa renderci felice,qualcosa di esteriore,di frivolo che in realtà non ha nessun tipo di spessore e che messo a paragone con quello che possediamo nel nostro profondo vale niente. Riponiamo tutte le nostre speranze,i nostri sforzi su cose che spesso sono totalmente ideali o che magari la società ci fa pensare possano essere giuste per noi. Siamo accecati dalla speranza che perde ogni connotazione positiva nel nostro mondo e ci annienta,ci divora. Mi immagino una luce verde fissa nelle nostre vite,che ci guida,ci accende e ci spinge a vivere a pieno quello in cui crediamo. Ma questa può accecarci ,farci cambiare rotta. E quindi quando poi la nostra fame di successo,di realizzazione è ormai troppo grande per renderci conto di quello che abbiamo attorno,quanto siamo disposti a rinunciare pur di afferrare per sempre la luce verde? E dopo? Ci sentiremmo veramente e totalmente appagati? O sarà troppo tardi ed avremmo perso per sempre la nostra integrità?


     

    Gli altri Coreografi selezionati 2019

     + Lucrezia Gabrieli
     + Paolo Rosini
     + Claudia Caldarano