Andrea DoreCoreografi selezionati 2019

    Andrea Dore (1987) è danzatore e performer. Inizia gli studi di danza nel 2001 a Sassari, collaborando e danzando con alcune compagnie locali. Nel 2014 accede al corso Danzatori e Coreografi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, con il coordinamento di Marinella Guatterini e conseguendo il diploma nel 2017. Studia con diversi maestri tra cui i più significativi sono Enzo Cosimi, Paola Lattanzi, Alessandro Certini, Charlotte Zerbey, Masaki Iwana, Maria Consagra, Cristina Rizzo. Nel 2018 partecipa al bando per giovani under 35 “Siae S’illumina – periferie urbane” a Sassari con la performance di danza urbana Nachtfalter. Attualmente collabora con Paola Lattanzi come assistente e si occupa di ricerca e sperimentazione nella danza e le arti performative, integrando anche altre discipline nella composizione drammaturgica per il corpo.


    Titolo del progetto presentato:

    Undergroundroof

    Undergroundroof è una performance che si ispira liberamente alla figura di Pierrot. Il desiderio di comprendere i vari gradi di coscienza che passano attraverso il corpo del performer, emergono dalla dualità di luce e buio come una ferita, attraverso la quale si aprono diversi immaginari e situazioni. Vorrei tornare ad un tribalismo del corpo, arricchito di un bagaglio storico fatto di tecniche e immagini evocative che spogliano la figura ambigua del Clown, scivolando talvolta nel grottesco. Un altro riferimento che getta le basi per la drammaturgia del lavoro, è Opinioni di un Clown di Heinrich Böll, La sua opera è stata definita Trümmerliteratur (“letteratura delle macerie”), con implicito riferimento alle rovine causate dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Böll fu un esponente di spicco degli scrittori tedeschi che cercarono di confrontarsi con la memoria della guerra. Ed è proprio della memoria collettiva che il mio Pierrot vorrebbe farsi carico. Il corpo analizza ed espone le proprie “opinioni” in accordo o meno con la musica (sono presenti citazioni dal Pierrot Lunaire di Arnold Shoenberg, oltre che di altri artisti dal ‘900 ai giorni nostri), tracciando un percorso nello spazio che alterna discontinuamente una dimensione lineare e un’altra circolare, evocando l’intreccio della tragedia. Gli oggetti in scena sono simboli e doppi del performer, diventano tramite per uscire dall’astrazione del gesto danzato, spostando lo sguardo su ciò che sta attorno alle cose e alla loro risonanza emotiva.

    Interprete: Nicolò Giorgini


     

    Gli altri Coreografi selezionati 2019

     + Adriano Bolognino
     + Lucrezia Gabrieli
     + Paolo Rosini